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Canile di Pescara – La Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Pescara chiede al Presidente della Regione Chiodi ed ai Consiglieri regionali pescaresi un intervento urgente e risolutivo per la situazione riguardante il dragaggio del fiume Pescara.
In merito a quanto appreso dalla stampa locale su un rilanciato rischio idrogeologico che non esenta l’Abruzzo, i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Pescara, gestori del Canile Comunale, adiacente al fiume, lanciano un appello al Sindaco Albore Mascia – a cui confermano pieno sostegno – chiedendo l’attivazione urgente di tutte le misure di Protezione Civile ritenute utili per rimuovere il materiale presente nel fiume Pescara che rappresentano il vero pericolo con l’approssimarsi di piogge consistenti.
Le alluvioni che hanno devastato gran parte della Liguria e Toscana in questi ultimi quindici giorni sono di tali dimensioni, che è davvero difficile restare impassibili. Alla disperazione ed al cordoglio si unisce, anche una bella dosa di rabbia: era possibile evitare tutto ciò o almeno ridurre i danni?
Tante vite umane sono state spezzate, tanti animali sono morti travolti dall’acqua e dal fango. Solo la Lega del Cane è riuscita a portare in salvo 44 cani, ospitati da sezioni sparse in tutt’Italia.
Sul banco degli imputati i cambiamenti climatici ma anche gli interventi più diretti dell’uomo.
Tutti sappiamo che le attuali condizioni del fiume Pescara non consentirebbero di assorbire una quantità consistente di acqua. Il fondale del fiume che attraversa la città per sfociare poi nell’Adriatico è infatti divenuto una sorta di tappo, essendo pervaso da una tale quantità di sabbia e detriti.
Per l’impegno manifestato e profuso dal Sindaco Mascia, sempre presente al fianco dei volontari del canile in altre difficili occasioni, la Lega del Cane di Pescara chiede al Presidente della Regione Chiodi ed ai Consiglieri regionali pescaresi un intervento urgente e risolutivo per la situazione riguardante il dragaggio del fiume Pescara, facendo proprie le parole di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente – “Bastano poche piogge per provocare una tragedia. Il nostro Paese paga un altissimo prezzo per aver devastato il territorio con enormi e incontrollate colate di cemento. Esprimere tutta la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime non basta. E’ necessario insistere per risalire alle responsabilità e tornare sulla necessità di investire nella manutenzione del territorio”