Agosto 2011
Il Consiglio federale svizzero ha respinto la scorsa settimana una petizione dell’associazione SOS Chats Noiraigue, sostenuta da 13.700 firme, che chiedeva di mettere fine alla caccia ai gatti randagi. Nella confederazione vige infatti una regola che consente di uccidere i gatti randagi se si trovano a più di 180 metri dalle case. Tra le motivazioni del no all’abolizione della norma, oltre a quella economica, l’autonomia decisionale dei Cantoni e la necessità dello sfoltimento delle colonie di gatti randagi, che accoppiandosi con i veri gatti selvatici metterebbero a rischio la loro sopravvivenza con la trasmissione di malattie.
E’ veramente assurdo che una decisione del genere arrivi da un paese come la Svizzera, mentre in Italia la soppressione dei cani e dei gatti domestici e non, è vietata dal 1991.
Considerando che è davvero difficile che si verifichino problemi igienici sanitari legati a questi felini, a meno che non ci si trova di fronte a maltrattamenti o ad altre situazioni limite, riteniamo alquanto scellerata la decisione presa dalle autorità svizzere, secondo le quali la sterilizzazione di questi animali e la prevenzione sono troppo costose, e poco efficaci. Quindi meglio sparare.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane auspica che i singoli Cantoni si assumano la responsabilità legislativa e si adoperino per vietare questa pratica tanto barbara quanto inutile, provvedendo al superamento di una legge obsoleta e crudele.